ETERNO DILEMMA. Rapporto genitori figli

ETERNO DILEMMA. Rapporto genitori figli

Quando si è giovani si hanno  tanti sogni nel cassetto, tutto sembra facile, il mondo ci appare roseo e neanche le più grandi difficoltà riescono a  spaventarci.

E ’quella fase della vita in cui una semplice giornata di sole riesce a metterci di buon umore, ci piace stare in compagnia degli amici, divertirci e avere il tempo di godere la vita , mettendo magari in secondo piano i nostri doveri quotidiani. Crescendo, ci rendiamo conto che la vita non è tanto semplice come poteva sembrare  e che la sofferenza, spesso,  può diventare veramente insopportabile.

La nostra scorre velocemente e senza che ce ne possiamo rendere conto, ci ritroveremo ben presto dai banchi di scuola a cambiare pannolini; è naturale , è il ciclo della vitae guai a sottrarsene!

Diventare genitori è forse il dono più bello che Dio  possa farci, dare la vita ad un essere che continuerà il nostro patrimonio genetico, che vivrà anche dopo di noi, ci dà un senso di pienezza e fierezza, al tempo stesso.

Un figlio ci trasforma la vita, ce la stravolge ineluttabilmente , niente sarà più come prima e tutto ciò che non avremmo mai fatto finora, diventa possibile. Crescere un figlio, educarlo, dargli una formazione culturale, musicale, indirizzarlo verso il mondo del lavoro e poi? Quando un figlio comincia a staccarsi dal nostro raggio di azione, a fare scelte personali e differenti da quelle che avremmo voluto per lui che facciamo? Il primo istinto è quello di criticarlo, chiedere spiegazioni, esprimere il nostro dissenso verso scelte che non ci appartengono e non avevamo contemplato; è im portante comprendere che un figlio non è una nostra proprietà, ci è dato semplicemente il dono di accompagnarlo nel cammino della vita finchè sarà necessario.

Non possiamo pensare e pretendere che i nostri figli programmino la loro vita in funzione delle nostre esigenze o peggio dei nostri desideri, sarebbe la più alta forma di egoismo mai vista. Un genitore non è il “padrone” dei propri figli, ma semplicemente un custode attento, mai  invadente, pronto a mettersi da parte nel momento in cui non ci sarà più bisogno di lui.

Questo non vuol dire che i figli, crescendo e maturando, dimenticano i loro genitori, e tutto quello che essi hanno fatto per loro, ma, semplicemente, vivranno la loro vita seguendo le proprie scelte personali , costruendo nuovi successi e un nuova famiglia.

Un buon genitore è pronto a mettersi da parte per far sì che il proprio figlio cammini da solo, ormai il suo compito di educatore è terminato, ma egli ci sarà sempre quando il suo figlio avrà bisogno di un consiglio  o semplicemente di fare quattro chiacchiere con lui.