Intervista allo Stilista Luca Litrico

 Intervista allo Stilista Luca Litrico
Oggetto: INTERVISTA ALLO STILISTA LUCA LITRICO


Ciao LUCA LITRICO grazie infinite di avermi ospitata nella tua strepitosa Struttura  LUXURY BESPOKE  su misura in Via della Madonna Del Riposo essendo esperta di sartoria da uomo, ti ho sempre ammirato e stimato, riesci con i tuoi modelli a far sognare anche i principi, una grandissima  classe , il tocco magico, l' estro e creatività ti differenziano,  hai ereditato il genio che è in te da Nonno Angelo,chi è Luca bambino?...

Sono stato molto fortunato perché ho appreso l’arte sartoriale in famiglia e, amo dire, quando si nasce in un mulino ci si infarina sempre. Non ho mai realmente capito cosa avrei fatto da grande se non fino al 1991, anno in cui sono stato ufficialmente “ammesso” nella Maison di Famiglia e fino ad allora ho fatto una lunga gavetta sin da quando avevo 8 anni, allora non si usava ancora l’apertura dei negozi con orario continuato, mio padre tornando da via Sicilia passava a prenderci a scuola, andavamo a casa a pranzare e poi si usciva verso le 15.30 per tornare in Atelier, che riapriva alle 16, ed io tornavo con lui per fare i compiti. L’atelier era piccolo, concentrato e sviluppato in lunghezza, con molta “Sicilia” dentro ed era completamente tappezzato di quadri con le foto dei clienti più importanti, tutte con dedica, stava nascendo il nostro archivio storico. Sopra al mobile della “cassa” c’era un piccolo soppalco dove io salivo per studiare, e c’era anche una macchina da scrivere Olivetti, una delle prime “informatizzate”; una volta mentre facevo i compiti squillò il telefono, mio padre da sotto rispose “Litrico buongiorno” e poi subito dopo “visto che non fai niente dalla mattina alla sera perché non vieni qui? Ti faccio vedere come si lavora veramente e poi andiamo a prendere un caffè” con tono scherzoso da siciliano doc, io strabuzzai gli occhi e rimasi basito, circa 30 minuti dopo entrò il Maestro Egon Fon Furstenberg e furono tanti abbracci e risate come tra amici che si vogliono bene, allora capii, non conoscevo Egon ma poi non lo dimenticai più. Erano gli anni della Dolce Vita, quando la Camera Nazionale della Moda Italiana aveva sede a Roma e le sfilate si facevano negli Hotel di Via Veneto, l’Excelsior primo tra tutti e Donna Sotto le Stelle a Luglio, io durante la mia gavetta naturalmente venivo utilizzato come si poteva, nei periodi “normali” dal gettare la spazzatura e vuotare i cassonetti, sotto sfilate portavo gli stand con  vestiti dall’Atelier in Via Sicilia n. 51 all’hotel Excelsior, 100 metri circa, e bisognava stare attenti a non far cadere le stampelle, a non far impigliare i pantaloni sotto alle ruote, a non sporcare gli abiti etc., una volta mi cadde un vestito in terra e si sporcò, nulla di grave per fortuna, lo dissi a mio padre e lui invece di sgridarmi mi rassicurò: “tranquillo Luca, porta bene, vuol dire che l’abito è fatto bene e dopo a sfilata verrà certamente venduto” e così accadde.

In quegli anni non c’erano invidie o gelosie, si lavorava come in una grande famiglia di Colleghi, tutti per un unico fine, portare il Made in Italy nel mondo. Non ho mai cucito un abito interamente da solo, ho sempre tagliato ed imbastito le parti dell’abito con la supervisione di Gino, il ns. storico “tagliatore capo” che è “andato avanti” nel 2004, egli mi ha trasmesso una grande esperienza tecnica sulle tecniche artigianali tipiche dell’Alta Moda Maschile ed insieme ai miei due grandi Maestri di Vita e di Mestiere, lo zio Angelo e mio padre Franco, sono sempre con me. Tra una sfilata ed un Cliente, un Cliente ed una sfilata nel 1991 dopo la Maturità Classica sono entrato in Sartoria con l’accordo che avrei avuto il tempo per preparare gli esami universitari, mi ero iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza, la laurea non la ho mai presa e non sono più uscito dal ns. Atelier, ma sono sempre rimasto sommerso di tessuti, bozzetti, bottoni, lettere, chilometri di setine per cucire, aghi forbici e gessetti. Siamo al 2019 e sono sempre più contento e motivato, oltre che fortunato per poter fare come lavoro quello che per me è una passione, quindi non sono mai stanco, non esistono domeniche o gran festivi, esiste solo la passione,  “L'amor che move il sole e l'altre stelle” come diceva il Sommo Poeta.”


Come nasce la storia di questa spettacolare Sartoria Litrico?...

LUCA LITRICO
Luca Litrico ha negli occhi la luce di chi ama il proprio lavoro e nelle mani l’esperienza di chi, da sempre, ha vissuto nell’ambiente dell’alta moda maschile.
Parlare con lui è come fare un bel viaggio nel passato, in quell’Italia fatta di stile ed eleganza, che ci ha reso unici e riconoscibili nel mondo. Osservarlo mentre crea le sue collezioni, ti fa apprezzare l’unicità del prodotto artigianale italiano, e vederlo partire per le più diverse destinazioni del modo per realizzare un abito su misura, ti fa capire quanto lui ami quello che fa.
Luca che è cresciuto fra rocchetti di filo, scampoli di tessuto e amore e passione per quello che si fa. Ha anche avuto il privilegio di vedere uomini come Mastroianni o Gassman mentre si facevano “cucire addosso” i loro abiti. Un uomo fortunato che ha avuto uno zio ed un padre che non solo gli hanno trasmesso la maestria dell’alta sartoria maschile, ma che lo hanno fatto crescere in quel mondo degli anni 50/60 che hanno segnato lo stile italiano nel mondo.
Luca ha assorbito completamente la visione e la filosofia dello stile LITRICO riadattandolo per essere comunque contemporaneo. Reinterpretando costantemente la società, riconoscendo le esigenze sempre diverse dell'uomo moderno, Luca Litrico continua a creare abiti caratterizzati da "quel quid" che rende ogni suo capo unico ed inconfondibile".
Ogni collezione, prodotta interamente in Italia, è caratterizzata dall'impiego di materiali nuovi e ricercati, raffinati, necessari per la realizzazione di modelli unici per bellezza e qualità.
LO STILE LITRICO
Quei 25.000 punti che fanno la differenza

Nei laboratori artigianali della Sartoria Luca Litrico, gli esclusivi ed ambiti abiti di Alta Moda Maschile vengono realizzati completamente a mano in pochissimi esemplari ogni anno.
Richiedono circa 50 ore di lavorazione e 25.000 punti per ogni capo.
Un vero gioiello del Made in Italy di qualità che può farsi vanto di essersi innovato nello stile ma che ha mantenuto intatto il senso di prodotto fatto a mano in Italia.

Le regole della Sartoria Luca Litrico sono:

1. Fattura Artigianale
2. Produzione rigorosamente italiana
3. Distribuzione controllata
4. Attenzione al Cliente
5. Materiali naturali al 100%
ARTE DEL TAGLIO E DEL CUCITO DAL 1951
La sartoria Litrico è nata nel 1951 e da subito spicca nel mercato italiano ed internazionale per la perfezione tecnica del suo taglio e del suo cucito, per la cura esasperata di tutti i particolari, per la massima qualità dei materiali applicati e per la continua evoluzione stilistica.
Nasce così il suo stile inconfondibile riconosciuto quale massima espressione dell'artigianato sartoriale italiano.
Molti personaggi famosi sono stati e ancora sono clienti della sartoria LITRICO:
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Dalla sua nascita nel 1951 ad oggi la Maison Luca Litrico ha ottenuto moltissimi premi e riconoscimenti dalle autorità italiane e dalle istituzioni del settore, tra le quali le più importanti sono le onorificenze di:
•       Cavaliere nel '62
•       Cavaliere Ufficiale nel '65
•       Commendatore nel '68
•       Grand'Ufficiale al merito della Repubblica Italiana nel '72.
E' stata inoltre insignita del Gran Premio Vita di Sarto dall'Accademia Nazionale dei Sartori nel 1985 e del Premio Gentlemen's Quarterly oltre a svariate altre onorificenze fino ai giorni nostri, compresa l'intitolazione di una strada nel centro storico di Catania nel 2003. Ultimo riconoscimento in ordine cronologico: l'Archivio Storico della Sartoria Luca Litrico è stato dichiarato in data 07 novembre 2008 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali Italiano di Interesse Storico Particolarmente Importante ai sensi degli Articoli 13 e 14 del Decreto Legislativo n° 42/2004.
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Angelo Litrico nasce a Catania il 15 agosto del 1927. La Maison Litrico prende avvio negli anni Cinquanta, quando Angelo Litrico ribattezza con il proprio nome l’Atelier Marinelli, presso il quale aveva iniziato il suo apprendistato per poi diventarne il proprietario. La maison è la prima ad organizzare défilé maschili e ad abbinare i modelli da uomo con i capi femminili che, già nel 1950, vengono presentati dalle grandi case.
Nel 1957, durante la presentazione della moda italiana in Russia, Litrico viene invitato a partecipare, con i suoi modelli, assieme alle case di moda femminile. Nikita Krusciov, segretario del partito comunista sovietico, che conosceva l’arte sartoriale di Litrico grazie ad un cappotto che Angelo gli aveva regalato, in previsione del suo viaggio negli Stati Uniti commissiona a Litrico un guardaroba completo, comprese le scarpe. La "famosa scarpa" che nel corso dell'Assemblea delle Nazioni Unite del 1960 Krusciov si tolse e batté con forza sul tavolo per protesta, era una scarpa firmata "Atelier Litrico".
In America i giornalisti, abituati all’ineleganza russa, chiedono a Krusciov chi sia il creatore dei suoi vestiti. Egli risponde che, ai fini del disgelo, si è servito di un sarto italiano, Angelo Litrico. Angelo, che in quel momento si trova negli Stati Uniti per una manifestazione di moda, viene rintracciato e centinaia, tra giornalisti e riviste di tutto il mondo, parlano di lui (escono articoli in 37 lingue).
Nel 1959 il nome di Angelo Litrico è già famoso. Il suo piccolo atelier si riempie di clienti italiani e stranieri; Litrico viene chiamato in tutte le parti del mondo. Là dove si reca, Litrico non solo fa sfilare i suoi capi, ma allaccia sostanziose relazioni d’affari, aprendo importanti varchi alla moda maschile italiana.
Angelo è il primo a firmare un contratto con una grande casa giapponese; ai primi contratti ne seguono altri. Il nome di Litrico è noto in tutta Europa, negli Stati Uniti, in Giappone, nel Sudamerica, in Sudafrica e in Australia.
Moltissimi personaggi famosi si avvicinano ad Angelo e al suo atelier: ad esempio, artisti come Manzù, Carpi, Consagra, D’Orazio, Mastroianni, Caron, Greco, Cagli, Guttuso; poeti come Rafael Alberti, Quasimodo, Ungaretti; direttori d’orchestra come Schippers, Sinopoli, Caracciolo, Pani, Gelmetti; attori, registi, cantanti come Richard Burton, John Houston, Rossano Brazzi, Amedeo Nazzari, Vittorio Gassman, Domenico Modugno; uomini di Stato e politici quali Kennedy, Tito, Perón, Pertini, Nasser, Leskol, Gronchi, Leone, re Hussein, Eisenhower, Mac Milian, Nixon, Kubitschek, Andreotti, Colombo, Preti, Morlino, Tanassi, Malfatti.
Importante è poi l’amicizia tra Litrico e il cardiochirurgo Christian Barnard, il quale, grazie all’interessamento di Litrico, ogni volta che viene a Roma visita centinaia di bambini, che poi opererà a Cape Town, in Sudafrica.
Angelo Litrico muore a Roma il 13 marzo 1986.
Lascia l’attività ai fratelli Franco e Giusi, che hanno collaborato con lui per tutta la vita, creando dapprima il marchio Litrico by Franco Giusi e, dopo l’acquisizione della maison di Clara Centinaro nel 1993, realizzando l’Atelier Centinaro by Franco Giusi.
Dopo la scomparsa di Franco, avvenuta nel 2004, l’atelier prosegue l’attività grazie al primogenito di Franco, Luca Litrico, in azienda dal 1991.

Quando il tessuto nelle tue mani  e' diventato storia ?...

Ogni tessuto emana una energia creativa che mi spinge a modellarlo sul corpo di chi lo indosserà, facendo si che abbia una sua vita

C'è un personaggio pubblico in particolare che ti ha reso orgoglioso più degli altri nell'averlo vestito?...

Ce ne sono tanti, ma uno in particolare, non italiano, che ha fatto il primo ordine molti anni fa e ad oggi continua ad essere ns. affezionato cliente, nel mentre è diventato un amico, è un personaggio pubblico molto importante ma per le ns. rigide regole sulla privacy non posso pubblicare il nome, si è creata nel tempo tra di noi una tale alchimia che ci capiamo al primo incontro, e creiamo insieme il suo look ideale per ogni occasione.

 Qual'è la nazione di cui apprezzi il gusto nel  vestire degli uomini?...

Attualmente la Russia, in soli 20 anni hanno acquisito un gran bel gusto sartoriale, ed apprezzano la vera artigianalità dei ns. capi unici.

Completato un abito ti ritieni soddisfatto o pensi che devi fare sempre di più?... Mai completamente soddisfatto …


Che consiglio daresti ai giovani che vogliono intraprendere la tua professione? Non farlo se non ci credono e se non hanno la vera passione, non è tutto oro quello che luccica, nella moda si lavora sempre, non ci sono sabati, domeniche e gran festivi, le sfilate sono solo la punta dell’iceberg visibile al pubblico, tutto il lavoro che c’è dietro non è immaginabile, bisogna fare tanti sacrifici che però non sono tali se fatti con passione ed amore.


Di quale colore vorresti vestissero gli uomini chic? Il blu è il colore che amo, in tutte le sue nuances, come il mare!

Pensi che le persone non hanno gusto o non hanno soldi?

Non bisogna seguire la moda, la moda può essere elegante, l’eleganza è sempre di moda.

Luca cosa sogna ancora?...

Di poter tirare fuori il mio sogno dal cassetto …

Un ultima curiosità personale, Luca se fossi nato in un isola ?... Sarebbe la Sicilia …