La famiglia rappresenta il cardine della nostra società, da sempre, un agglomerato di persone che vivono ( o non) sotto lo stesso tetto e che sono unite tra loro da un vincolo indissolubile, un’alleanza basata sul rispetto e sulla lealtà , più che sull’affetto.
Un tempo metter su famiglia voleva dire metter la testa “a posto”, prendere moglie e fare tanti bambini che portassero avanti la stirpe e si distinguessero per buona condotta . La famiglia era considerata sacra e non c’era nulla che potesse essere considerato più importante di essa: il legame era inscindibile (finchè morte non ci separi) e si invecchiava insieme, nonostante le difficoltà, i problemi che la vita avrebbe portato. I figli in genere continuavano il lavoro dei genitori o, in altri casi , andavano a scuola per realizzare le loro aspirazioni, sempre con il consenso dei genitori.
Si viveva tutti insieme, magari in abitazioni piccole, striminzite, prive di tante comodità che abbiamo noi oggi, ma , nonostante questo, si era più felici. Si, perché la vita era fatta di cose semplici, c’era il rispetto di determinati valori , ancora esisteva l’onore, la parola data…..Tutte utopie che oggi ci sembrano più uniche che rare. Tranne nei piccoli paesini del sud e in poche città, oggi non si trovano più tante famiglie tradizionali, anzi diciamo pure che sono considerate delle mosche bianche, e non è solo una questione di fortuna o di scelte avventate. Ma è proprio il concetto di poter cambiare, lasciarsi se necessario, che ha svuotato di significato il vincolo del matrimonio. Famiglie allargate, figli di secondo o terzo letto, nipoti concepiti con inseminazione artificiale, coppie gay, insomma il concetto di famiglia è leggermente cambiato e chissà se i giovani d’oggi non rimpiangano un po’ la classica famiglia tradizionale cui eravamo stati abituati dai nostri genitori!

